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Storie che... durano un gatto bianco. Prisp

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Come non passare per turisti in terra straniera

philapple:

I consigli di No Borders Magazine:

A Londra non provare a integrarti con gli altri chiamandoli ‘mate‘, non funzionerà; non visitare il museo delle cere, non vale i soldi che costa; non andare a Oxford Circus di sabato pomeriggio a meno che tu non sia in cerca di una morte lenta e dolorosa; non stare sul lato sinistro delle scale mobili, il lato sinistro è per i londinesi doc; non saltare sul Millennium Bridge, piuttosto: vai a Primrose Hill per una delle viste migliori della città; contratta con i tassisti; vai a caccia di un murales di Banksy; pranza con meno di 5 sterline a Borough Market e soprattutto compra una Oyster Card per i mezzi pubblici, averla farà pensare quasi a tutti che sei di Londra.

(Parliament Hill > Primrose Hill)

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Le letture sessuali

Sono stanco morto e la prima cosa che faccio è leggerti, con gli occhi rossi dei viaggi lunghi, quelli sotto il sole. Il freddo del vetro della scrivania lenisce il calore di un clima che torna caldo.

Il caldo delle tue righe, di quel volere ciò di cui hai paura. Il caldo delle caviglie arrossate dei risvegli intrecciati… e quei giochi di parole, intrecci di giochi e codici.

Mi perdo nei tuoi sorrisi, quelli veri, quelli delle intese migliori e mi sento un abbraccio di quelli che rispettosi ci scambiamo.

Sarà la stanchezza e l’abbraccio delle tue parole, sarà il caldo, sarà che ci vuole una doccia, di quelle docce d’acqua buona con la forza della montagna, vorrei essere quell’acqua, scivolare sulla tua pelle, tra i tuoi capelli che sento nel silenzio del vento più educato. E non sono così bugiardo da non volerti, volerti di quel tanto che basta, con quel vigore e quella forza di quel tanto che ti sollevi senza che tu guardi per terra. Di quel tanto che la pelle ti si increspi come quella delle pelli che muoiono di voglia prima poco prima che il piacere le porti via per tornare rilassate e serene, dopo. Ti penso, sempre!

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labuonaeducazione:

E tutta questa solitudine, tutto questo tempo passato a spiarci di parole e foto, dietro i nostri schermi lontanti - l’avevamo incontrata, incrociata finalmente: a dividerci e mischiarci i nostri umori nelle mani, come nell’illusione di poterci amare, un giorno.

(via nofound)

labuonaeducazione:

E tutta questa solitudine, tutto questo tempo passato a spiarci di parole e foto, dietro i nostri schermi lontanti - l’avevamo incontrata, incrociata finalmente: a dividerci e mischiarci i nostri umori nelle mani, come nell’illusione di poterci amare, un giorno.

(via nofound)